mercoledì 20 maggio 2015

Anancasmo (ovvero Il geometra)

Ai bei tempi anche Lapazza lo faceva. Lei si limitava a cosucce di poca importanza. Evitava di salire sui tombini del giardino mentre camminava, non voleva toccare i volumi la cui collocazione contiene il numero 28 e si teneva lontana da una certa porta al momento della chiusura della biblioteca. Bazzecole insomma a cui si poteva anche non dar peso o non far caso.
Tutto ciò è imparagonabile con la sfrontatezza del Geometra.

Il Geometra frequenta da almeno una decina d'anni la nostra biblioteca ed è stato quindi avvistato spesso in azione. Personalmente mi è però capitato una volta sola; lo vidi all'esterno di un'altra biblioteca, si era posizionato all'incrocio tra due vie e rivolto verso l'angolo dell'edificio faceva dei piccoli gesti con entrambe le mani. 
L'interpretazione che mi è parsa più plausibile è quella de Lapazza. Lei, per empatia, per la personale esperienza del fenomeno e avendo avuto modo di studiare con attenzione il soggetto, sostiene che l'ossessione compulsiva del Geometra, nei momenti peggiori lo costringe, per uscire dallo stato di ansia in cui precipita, a misurazioni di estrema precisione nelle quali trova un momento di rassicurazione. Fermo davanti al muro, con gli indici e i pollici a 90°, pone le mani una accanto all'altra per formare dei rettangoli di varia misura che si ingrandiscono o rimpiccioliscono all'allontanarsi o avvicinarsi delle mani. Queste operazioni possono essere svolte in qualsiasi momento della giornata e nei luoghi più disparati della biblioteca, anche quelli di continuo transito di utenti del quale lui, impegnatissimo, non si cura minimamente continuando le sue operazioni finché non si sente soddisfatto del risultato conseguito.
Secondo la descrizione fornitaci da un nostro prestigioso utente, i movimenti del Geometra corrisponderebbero invece a una sorta di esorcismo o di benedizione, qualcosa comunque nell'ambito del sacro. L'utente ci riferisce di aver visto una volta il soggetto muoversi per la sala di lettura mentre, dando le spalle agli altri lettori e rivolto verso gli scaffali alla parete, benediceva gli scaffali stessi o forse i singoli libri che ospitano. Secondo la nostra fonte il soggetto proseguì il suo esorcismo fino a completare tutte le pareti della sala di lettura e impiegando ben quaranta minuti per terminare il rito.

Chissà, magari noi lo sfottiamo e lui invece ha cacciato il maligno dalla biblioteca!

3 commenti:

  1. Anche io ho spesso a che fare con persone un po' particolari, diciamo così. Inizialmente mandano in crisi tutti i miei sistemi di riferimento, mi verrebbe da scuoterli e dire "guarda che le cose non funzionano così", poi però mi viene in mente che è tutta una faccenda di prospettiva ;-)

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  2. Ritengo invece sia l'atteggiamento classico del pavone...mostrarsi impegnato per suscitare curiosità, in fin dei conti è a suo modo un esperto, pensateci Cosa leggerà un geometra che misura l'interno di una biblioteca?

    Inorridisco nell'immedesimarmi (ah! Si)...d'immenso

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  3. Come già scritto altrove ...

    Comunico ai mei sedici lettori, anonimi e non, che ogni commento volto a scoprire le identità delle persone di cui racconto o anche solo il luogo di provenienza loro o mio, non sarà pubblicato e che eventuali domande, anche private, dirette allo stesso scopo non riceveranno mai nè conferma nè smentita. E buona lettura ;-)

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