giovedì 14 febbraio 2013

Puppe a pera (La mitomane, atto I)


La mitomane bazzica da molto in biblioteca. Scoprirete in seguito il perché del suo soprannome.
Simpatica ma un po' agitata, in principio si era comportata in modo abbastanza normale ma dopo un po' mi ero ammoscato del fatto che qualcosa non tornava e avevo smesso di darle troppa confidenza. Con Lapazza naturalmente erano diventate amiche. I primi sospetti ci vennero un giorno che chiacchieravamo tutti quanti al bancone. Mi venne in mente che non ricordavo più il suo cognome e glielo chiesi. Lei si rifiutò di dirmelo senza giustificare la cosa. A lungo ce ne siamo chiesti il perché con Lapazza finché un giorno il cognome riemerse nella mia memoria. Volo su google e cosa trovo? Un forum con un thread dedicato a delle foto di alcune ragazze con commenti di utenti di vario tenore .. “ma queste son vecchie” … “ma queste son brutte” … “questa è discreta” e via dicendo. Su un altro sito qualcuno aveva invece caricato le foto. Si trattava di un calendario di studentesse. Lei compariva in due mesi: a Febbraio stava seduta su un drappo di raso rosso con un sorriso ebete e le tette al vento; a Settembre baciava sulla bocca una sua collega. Devo dire che si parla di una discreta figliola ma le foto erano davvero di pessima fattura e l'effetto complessivo era penoso.


Proprio in quel periodo iniziò a rivolgersi a noi al banco con domande del tipo “Come si fa a far togliere una cosa da internet?” oppure “Come faccio a chiedere a google di non mostrare determinati risultati nelle ricerche?”, “Come faccio a diffidare un sito dal pubblicare una cosa?”. Si concentrava in modo maniacale su queste questioni e le proponeva a me, a Lapazza, ad un terzo collega e a volte la sentivamo chiederle ad altri al telefono. Erano conversazioni ridicole perché Lapazza faceva finta di nulla e rispondeva …
LAPAZZA: Bo? Non saprei … Ma cosa vuoi far togliere?
MITOMANE: No, nulla, è per una cosa di una mia amicaaa ...
Secondo noi all'inizio era per far rimuovere il suo nome, infatti sul sito del quotidiano locale che aveva dato la notizia il suo nome dopo qualche tempo venne sostituito con le iniziali. Ad un certo punto si accorse anche delle foto del calendario. Almeno così abbiamo concluso visto che la sentimmo dire “Mi hanno fatto una cosa su internet cheè peggio di uno stupro”.
Io penso che se fossi una donna andrei veramente fuori dai gangheri sentendo una frase del genere a proposito di foto che ti sei fatta scattare consapevolmente e finalizzate ad una pubblicazione. Tanto più che non si tratta affatto di una ragazzetta ma di una persona adulta. Ma non sono una donna, sono al lavoro e non posso risponderle “Che cazzo dici, stupida”.
Ci spiegò che la stava aiutando un suo amico visto che “è lui ad avermi messa in questo guaio”. Cioè probabilmente era stato lui a proporle di fare il calendario. Quindi era “colpa” sua. Ovvio no?
Io non avrei comunque postato il link del calendario ma devo dire che contro ogni previsione la mitomane riuscì nel suo intento e le foto del calendario sparirono dal web!
Forse.

1 commento:

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    E buona lettura ;-)

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