martedì 28 febbraio 2012

Lapazza: presentazione

Il primo post spetta di diritto a lei: Lapazza.
Innanzitutto una precisazione. Lapazza non è una vera pazza. Iniziai a chiamarla così perché ai tempi in cui la conobbi era decisamente … bizzarra, ecco. Da allora è andata via via migliorando ed oggi non dico che sia normale (e chi sono io per dirlo?) ma quasi. Forssse.

Dunque, conobbi Lapazza al suo primo giorno di lavoro. Ottenne il posto in modo assai inconsueto. Mentre attraversava un periodo difficile della sua vita sua mamma pensò bene di inviare in giro il curriculum della diletta figlia. Venne miracolosamente assunta da noi. Si presentò assai timida come primo impatto. Ma primo primo. Alla fine della giornata mi disse di esser contenta di aver trovato una persona così gentile (povera, non sapeva cosa la attendeva) e poco formale. Dopo tre giorni sapevo tutto di lei e ... come dire … non è che la interrogassi.

Da allora la scena tipica è stata a lungo la seguente: io al pc che catalogo o correggo le collocazioni sul catalogo online con la testa nel monitor e lei seduta alla mia destra che parlotta commentando fatti e persone ma soprattutto raccontando le sue peripezie.

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